Un sogno lungo una vita (mio marito la chiamerebbe ossessione)….

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“Prima di uscire guardati allo specchio e levati qualcosa.” (cit. Coco Chanel)

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E’ stato il mio sogno fin da bambina, sempre lei, sempre inarrivabile….non e’ passato giorno che io non l’abbia menzionata almeno una volta…ci sono voluti anni ed anni ma finalmente per il mio trentesimo compleanno lei e’ arrivata fra le mie mani grazie alla cordata marito/genitori. Sto parlando della borsa 11.12 di Chanel, che nasce nel 1988 come rivisitazione della 2.55 quando Karl Lagerfeld decide di sostituire la chiusura a tornello con quella formata dalle due C sovrapposte. Ma credo che il mio sogno in realtà rifletta quello più o meno nascosto di moltissime donne.

“La moda passa, lo stile resta.” (cit. Coco Chanel)

Fin da quando Coco Chanel (pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel, dovuto probabilmente ad una canzone che cantava con la sorella quando si esibiva nei caffè prima di dedicarsi ad altro) aprì la sua prima boutique nel 1909 (trasferita poi nel 1910 nella storica Rue Cambon) a Parigi, avere le sue creazioni, in particolare accessori ed in primis cappelli che sono stati per molto tempo il suo cavallo di battaglia, divenne una sorta di ossessione del genere femminile.

Proprio a lei sono riconducibili moltissime tendenze di moda ma soprattutto di stile come l’utilizzo delle perle nei bijoux ma anche come dettagli per l’abbigliamento, l’utilizzo frequentissimo del bianco e nero, i tagli maschili per i guardaroba femminili e l’utilizzo del tessuto boucle , solo per citarne alcuni.

“Alcune persone pensano che il lusso sia l’opposto della povertà. Non lo è. E’ l’opposto della volgarita’.” (cit. Coco Chanel)

Alcune curiosità sulle iconiche 2.55 e 11.12

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Il colore amaranto della pelle con cui sono foderate internamente, riprendeva proprio il colore dei grembiuli dell’orfanotrofio in cui Gabrielle e sua sorella sono cresciute cosi’ come la catena utilizzata per la tracolla che era ispirata a quelle con cui venivano chiusi i cancelli e le porte della struttura. La tasca interna separata con la chiusura/pattina venne ideata da Chanel per non fare vedere il contenuto quando si apriva la borsa mentre la tasca esterna sul retro è chiamata “poche sourir” infatti la sua forma incurvata e’ ispirata al sorriso della Gioconda. I nomi delle due borse iconiche non sono casuali, la 2.55 deve il suo nome al mese e anno di creazione  appunto febbraio 1955, mentre il nome della 11.12 racchiude in sé 4 numeri che sommati danno come risultato 5 che è il numero portafortuna di Chanel.

“Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri.” (cit. Coco Chanel)

Quanto costa e soprattutto ne vale la pena?

Premettendo che io sono sicuramente di parte e che se anche non avessi mai potuto acquistarla non avrei mai potuto affermare che l’acquisto non valesse la cifra sborsata , ci sono alcune considerazioni da fare. Le borse in questione sono ancora prodotte in Francia vicino a Parigi, per la loro realizzazione oltre a materiali pregiati come la pelle di agnello, servono dalle 4 alle 8 ore di lavorazione con più di 180 passaggi di effettuati da 15 persone (chi testa la pelle sembrerebbe essere da moltissimi anni sempre lo stesso uomo), inoltre ogni borsa è sottoposta a moltissimi test di qualità e resistenza. Sicuramente il prezzo non e’ molto accessibile, al momento va da 3500 a 5000 euro a seconda della dimensione, ma va pero’ sottolineato che a differenza di quello che accade per altre borse, l’investimento iniziale se il prodotto viene mantenuto con cura non perde valore ma anzi aumenta, infatti ogni settembre la casa apporta una rivalutazione del prezzo di questi articoli di circa 300 euro. Comunque l’emozione nell’aprire la scatola nera con camelia e nastri bianchi non ha prezzo.

Attenzione alle imitazioni, ci sono diversi criteri e dettagli per riconoscere una Chanel autentica da una falsa!!!!Se volete ne parleremo in dettaglio in un prossimo articolo.
Author: Fabiana – Fashionismo.it