giovedì, Ottobre 17, 2019

Milano Fashion Week – Moncler reinventa un must senza tempo: il piumino.

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Oggi sono stato in un bar ho chiesto qualcosa di caldo e mi hanno dato un cappotto.
(Groucho Marx)

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Indossare un capo adeguatamente caldo nei giorni freddi dell’anno è cosa assai intelligente, tanto più se lo si fa sfoggiando originalità e sostanza. Ieri durante l’apertura della Fashion Week milanese, Moncler ha dato dimostrazione di volersi reinventare, mettendo in campo un team eccelso compisto da 8 fra stilisti e designer che hanno saputo innovare lo storico prodotto della griffe: il piumino. Colori, forme statuarie e materiali lucidi hanno fatto da padrone negli otto stand allestiti nel Palazzo delle Scintille a Milano. Quest’ultimo, ex sede di uno dei padiglioni della Fiera di Milano, è la dimora del progetto “Moncler Genius“.

PierPaolo Piccioli rivisita l’ottica Moncler con creazioni slanciate, morbide ed avveniristiche. Essenziali alla vista, questi caldi capi sono costituiti da materiali lucidi e colori pieni.

Karl Templer ha invece concentrato le proprie attenzioni alla collezione Moncler 1952, caratterizzata da stili vintage intramontabili abbinati a colori accesi. Capi neri luci contrapposti a trame contemporanee passando per ponchos trapuntanti, questa è la proposta di Templer per la linea principale di Moncler.

Meravigliose trame floreali per lei, velluto a coste e tartan per lui, sono queste le linee guida della proposta del designer Sandro Mandrino per la collezione Grenoble incentrata al mondo dello sci. Originalissimo anche l’allestimento del padiglione a lui destinato infatti i modelli sfoggiavano le creazioni sdraiati su di un pavimento di neve finta e venivano riflessi da un enorme specchio obliquo.

Abiti di un altra epoca dal retrogusto gotico compongono invece la collezione della stilista Simone Rocha, che vuol dare rilievo al lato femminile di Moncler con un ventaglio di proposte stilistiche composte da giacche corte impreziosite da perle, abiti di tulle e macramè. Una principessa audace e tenace, questa la chiave di lettura della collezione ideata da Simone Rocha per la donna.

Una proposta fondata sull’opposizione del bianche e del nero, quella di Craig Green, che vede come protagoniste creazioni avveniristiche dalle proporzioni generose.

Creazioni elaborate, costituite da intrecci, tessuti trapuntati e abiti svasati dall’animo noir in definitiva la collezione ideata dal giapponese Key Ninomiya in netta contrapposizione ai pullover, ai piumini dai colori vivi e dalle camice a quadri che costituiscono le creazioni di Hiroshi Fujiwara. Infatti il trentenne Fujiwara propone una collezione streetwaer dinamica, composta da alcuni capi oversize orientati alla clientela contemporanea di Moncler. Da ricordare la splendida collaborazione di Fujiwara con Loius Vuitton volta alla ideazione della collezione “Luis Vuitton Forever” che ha visto la luce nel maggio scorso.

Tra gli ospiti della grande evento di Moncler al Palazzo delle Scintille di Milano voglio segnalare Millie Bobby Brown che indossava, per Moncler, un abito trapuntato nero stretto in vita. Decisamente un look differente rispetto a quello mostrato nelle serie originale Netflix di successo “Stranger Thinks”.

In definitiva un’esposizione che ha dato a Moncler la possibilità di far comprendere la propria capacità di reinventarsi nonostante sia una griffe specializzata in un monoprodotto dall’animo sportivo come il piumino.

La certezza è che grazie alle idee di questi stilisti non sarà più un inverno grigio.

Author: Marco V. – Fashionismo.it
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